La trasformazione del work-life balance grazie allo smart working

Quante volte è capitato di pensare “se avessi più tempo potrei andare in palestra”, o “vorrei stare di più con la mia famiglia ma il lavoro mi impedisce di avere tempo per altro”?
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Quante volte è capitato di pensare “se avessi più tempo potrei andare in palestra”, o “vorrei stare di più con la mia famiglia ma il lavoro mi impedisce di avere tempo per altro”?

Parecchie volte.

Trovare il giusto equilibrio tra vita personale e vita professionale è quasi sempre un’impresa ardua: il ritmo inarrestabile delle giornate e la mole di lavoro non lasciano abbastanza spazio da dedicare a sé stessi e ai propri cari.

La mancanza di tempo non influisce negativamente solo sui lavoratori e sulle loro famiglie, bensì sull’azienda stessa e sui datori di lavoro, che vedono calare le performance degli impiegati e la loro motivazione.

Si può tuttavia ribaltare la situazione e raggiungere il work-life balance tanto desiderato. Come? Grazie allo smart working, che permette di gestire la proprio giornata in autonomia, dosando vita privata e lavoro secondo le proprie necessità.

Quali differenze ci sono tra uno smart worker e un lavoratore “tradizionale”? Come cambia la vita privata nei due modelli? Vediamolo insieme!

Il lavoratore in un’azienda tradizionale

I dipendenti delle aziende tradizionali vanno ogni mattina al lavoro, portano a termine le mansioni quotidiane e non potendo svolgerle da casa, devono far rientrare tutto nelle ore lavorative.

Tendono quindi a crearsi un equilibrio tra vita professionale e vita privata in base alle proprie ore di lavoro: ogni cosa è ben distinta, c’è il tempo per lavorare e c’è il tempo adibito a famiglia e relax o a commissioni varie.

Tuttavia il tempo a disposizione per il secondo ambito è molto limitato in quanto gran parte della giornata viene trascorsa in ufficio.

Il lavoratore in un’azienda votata allo smart working

Le cose sono totalmente diverse per le persone che lavorano in un’azienda del secondo tipo, perché in questo caso sono loro a decidere come gestirsi al meglio il proprio tempo.

Se devono sbrigare qualche commissione fuori casa, non devono fare i conti con i canonici orari lavorativi; possono invece organizzarsi secondo le loro esigenze.

Da una parte, quindi, i lavoratori, in relazione alle norme della nuova politica, sono portati ad essere più autonomi e più responsabili nel proprio lavoro e, dall’altra, si creano le condizioni giuste per poter far rientrare all’interno della giornata la sfera privata.

Riuscendo a coniugare i due aspetti, essi sono più motivati a lavorare e a fare bene; questo influisce positivamente sul loro benessere psico-fisico e anche sull’azienda stessa, che vede migliorare il rendimento e la produttività dei suoi dipendenti.

A questo punto, l’attenzione si sposta sulla qualità e la quantità di attività che si riescono a portare a termine nel corso di una giornata: la misurazione delle performance non è effettuata in base alle ore che si sono passate alla scrivania, ma solamente in base ai task completati con successo.

Il lavoro e la vita privata vengono quindi bilanciati, in modo da raggiungere i traguardi professionali auspicati e, allo stesso tempo, dedicarsi alla famiglia e alle proprie passioni.

Dal work-life balance al life balance

In sintesi: durante una giornata, i dipendenti di un’azienda votata allo smart working possono distribuirsi il lavoro e le diverse questioni personali come preferiscono, non dovendo sottostare agli orari d’ufficio.

In questo modo, lavoro e vita privata sono mischiate e arrivano a fondersi molto di più che nelle aziende tradizionali. In altre parole, si può dire che il work-life balance di queste persone si trasforma in un più semplice “life balance”, ovvero nella ricerca di un miglior bilanciamento della propria vita.

Questa fusione tra i due aspetti e questa “evoluzione” del termine stanno proprio ad indicare la trasformazione che l’equilibrio della vita di un lavoratore subisce, in maniera positiva, grazie allo smart working.

Lo smart working è sempre più diffuso in Italia: scopri quante aziende lo hanno adottato scaricando gratuitamente la nostra infografica!

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