Come calcolare il costo dello smart working per la tua azienda

Formazione, dispositivi, piattaforme, infrastrutture: tutto, nello smart working, concorre a rendere il lavoro di dirigenti e dipendenti più snello e intelligente.
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Formazione, dispositivi, piattaforme, infrastrutture: tutto, nello smart working, concorre a rendere il lavoro di dirigenti e dipendenti più snello e intelligente.

L’obiettivo principale è infatti quello di approcciarsi alla produzione aziendale con una nuova mentalità: lasciando, cioè, maggiore spazio di azione ai dipendenti affinché la salute, sia essa del singolo dipendente, del team di lavoro ma anche dell’intera azienda, ne possa trarre beneficio.

Certo, non si può immaginare che un’operazione di questo tipo sia a costo zero. Da una parte, infatti, c’è un importante investimento che deve essere conteggiato in termini di tempo: la formazione, sia essa dei quadri come anche dei dipendenti, implica infatti che una parte del monte ore di lavoro di ciascuno di essi sia dedicato allo scopo di conoscere, apprendere e fare proprie tutte le best practice dello smart working.

Il maggiore investimento, tuttavia, è quello che il proprietario di un’azienda deve fare in termini economici. Partire da un capitale consono a sostenere le principali spese di avviamento di un progetto come questo permetterà all’azienda di partire avvantaggiata rispetto a chi, invece, deciderà di dedicare poco tempo e denaro all’intero percorso.

Ma come si calcolano i costi dell’introduzione dello smart working in azienda? Partiamo da un presupposto: definirlo con cifre reali è impossibile oltre che inappropriato. Certi imprenditori, infatti, preferiscono investire in tecnologie e non in infrastrutture, altri in formazione e non in piattaforme, creando così alterazioni importanti nella definizione dei costi.

Quello che possiamo fare, piuttosto, è elencare le varie voci di spesa che un progetto come questo porta con sé. A esso faranno da contraltare una serie di risparmi che consentiranno all’azienda di riassorbire tutti i costi iniziali e di giudicare con grande positività il progetto dello smart working. Mettiti comodo e scopri tutto quello che c’è da sapere su questo tema!

Investire in formazione

Il primo e più importante step da affrontare è quello di introdurre la cultura del lavoro smart in azienda attraverso personale specializzato che possa fare formazione. Questa va indirizzata tanto ai ceo, che potranno così gestire al meglio le innovazioni dettate dal lavoro agile, quanto ai dipendenti, che verranno così informati su tempi e modi di svolgimento del loro lavoro, oltre che di quanto ha a che fare con il contratto e la retribuzione.

Acquistare tecnologia

Piattaforme di collaborazione, data centre, connettività, cloud, sicurezza applicata, software gestionali, app di messaggistica e di videochiamata: sono questi i principali strumenti che permettono all’azienda e allo smart worker di tenersi in contatto, anche sulle lunghe distanze. Acquistare pacchetti o singole di tali supporti consente quindi un lavoro più agile da ambe le parti, le stesse che dovranno necessariamente essere dotate anche di dispositivi quali pc, smartphone e tablet aziendali.

Progettare nuove infrastrutture

Una parte importante del lavoro degli smart worker è quello rappresentato dagli spazi questi si trovano meglio a produrre. Costruire uffici, edifici o addirittura campus a misura di lavoratore ne migliorerà il grado di soddisfazione e, quindi, implementerà le sue capacità e la sua produttività.

E su cosa risparmio?

Finora abbiamo parlato solo di costi ma, come dicevamo prima, ragionare in senso smart permette anche agli imprenditori di tagliare una serie di esborsi che non andranno più a gravare non solo sulle casse della ditta ma anche sull’ambiente.

A cosa ci riferiamo? Pensa, per esempio, a cosa significa lavorare da casa: niente più auto aziendali, conference call realizzate con app e software e pochissimo dispendio di carta stampata. Tutto questo porta con sé, rispettivamente, una sensibile diminuzione del consumo di benzina (-135 kg di CO2 all’anno, secondo una ricerca del Politecnico di Milano), niente più costi di telefonia fissa e molti meno alberi tagliati per estrarre cellulosa per produrre la carta.

E che dire del grado di soddisfazione dei lavoratori? Nella ricerca sopra citata emerge come gli smart worker sono più soddisfatti del proprio lavoro rispetto alla media degli altri lavoratori: soltanto l’1% si ritiene insoddisfatto nel complesso, il 50% è pienamente soddisfatto delle modalità di organizzare il proprio lavoro e il 34% ha un buon rapporto con i colleghi e con il capo (16% per gli altri).

Inoltre, gli smart worker ritengono di avere molte più competenze digitali, che consentono loro di raggiungere un maggiore grado di leadership e teamworking oltre che di self empowerment. Meno stress, insomma, e un livello molto più alto di felicità e produttività.

Non aspettare: scarica subito la nostra guida sui passi da compiere per introdurre lo smart working nella tua azienda!

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