Che cos’è lo smart working e perché potrebbe esserti utile

Se ne parla già da diverso tempo, fin dai primi anni del 2000, quando, grazie al continuo progresso tecnologico e alla diffusione delle reti Wi-Fi, migliaia di dipendenti prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo hanno iniziato a fruire delle prime modalità di “lavoro agile”.
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Se ne parla già da diverso tempo, fin dai primi anni del 2000, quando, grazie al continuo progresso tecnologico e alla diffusione delle reti Wi-Fi, migliaia di dipendenti prima negli Stati Uniti e poi nel resto del mondo hanno iniziato a fruire delle prime modalità di “lavoro agile”.

Con l’avvento di questo nuovo approccio, non cambia solo il modo di lavorare, ma anche la qualità della vita di una persona tende a migliorare nettamente

Che cos’è lo smart working?

Secondo la definizione data dalla legge n°81/2017, si tratta di “una modalità flessibile di lavoro subordinato, che può essere svolto in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, utilizzando strumenti tecnologici, seguendo gli orari previsti dal contratto di riferimento e prevedendo l’assenza di una postazione fissa durante i periodi di lavoro svolti all’esterno dei locali aziendali”.

Questa particolare tipologia di lavoro slega, in sostanza, la produttività di un dipendente dal luogo in cui l’attività viene svolta: non contano le ore passate in ufficio o la presenza dietro ad una scrivania, ma solo ciò che un lavoratore fa.

Che cosa significa “smart working”?

Il termine, innanzitutto, non deve essere limitato al significato di “lavoro da casa”, in quanto esso riguarda le organizzazioni e non il singolo professionista freelance, che, da sempre, è abituato a lavorare in mobilità, con orari flessibili.

Si parla dunque di lavoro inserito in una dimensione aziendale e non va confuso con l’home working o remote working, con cui invece si designa il modo abituale di lavorare in mobilità, sfruttando luoghi diversi da quello che si considera un ufficio.

In secondo luogo, non deve essere frainteso con il “lavorare quasi tutta la settimana” in un posto esterno all’azienda vera e propria, in quanto la vita in ufficio esiste e il rapporto di smart working tra azienda e dipendente è disciplinato dalla legge.

I vantaggi del lavoro agile

Alla base del nuovo modo di lavorare e collaborare all’interno di un’organizzazione, sono più gli elementi positivi che quelli negativi. Vediamoli più da vicino:

  • riduzione dei costi relativi alle sedi aziendali e alla gestione delle stesse, ad esempio quelli legati alle spese energetiche connesse all’illuminazione dei locali, alla climatizzazione estiva e invernale, alla gestione delle mense aziendali, alla pulizia;
  • risparmio dei consumi, ad esempio quelli relativi alle auto aziendali, all’autostrada, al carburante;
  • riorganizzazione del layout e degli spazi di lavoro, ad esempio dando la possibilità all’impiegato di lavorare al di fuori dell’ufficio, rendendo più vivibili e più idonee le aree comuni e creando all’interno dell’azienda spazi aperti e condivisi da tutti adottando la politica del desk sharing;
  • cambiamento nel rapporto tra manager e dipendente, da controllo a fiducia;
  • aumento del fattore produttività: il lavoratore, cercando di creare un equilibrio tra vita professionale e vita personale, è più autonomo e più cosciente del suo ruolo e di conseguenza, è più motivato a raggiungere gli obiettivi lavorativi, dimostrando così un maggior rendimento sia a livello qualitativo che quantitativo;
  • valorizzazione della figura del dipendente: avendo come fine il buon andamento dell’azienda, si cerca, da una parte, di responsabilizzare il singolo lavoratore (rendendolo consapevole del proprio lavoro, di quello in team, dei risultati da ottenere e più autonomo nel gestire le diverse attività) e, dall’altra, si cerca di creargli le condizioni favorevoli per coniugare vita professionale e vita personale;
  • work-life balance: indica la possibilità da parte del singolo dipendente di raggiungere un giusto equilibrio tra il lavoro e la vita privata, senza danneggiare o favorire una parte a discapito dell’altra.

In sostanza, gli elementi positivi sopra elencati mostrano come lo smart working costituisca un nuovo approccio e un nuovo modello di lavoro più efficace e più efficiente rispetto al tradizionale modo di concepire l’attività lavorativa all’interno di un ufficio, andando a modificare i concetti di fruizione del tempo e dello spazio.

Infine, da un punto di vista contrattuale, la situazione non è diversa da quella di chi resta in ufficio: devono essere garantite la sicurezza e la salute del lavoratore, previsti i tempi di riposo e i tempi di disconnessione dagli strumenti di lavoro, lo stipendio non cambia e si può godere lo stesso degli incentivi fiscali e dei premi di produzione.

Lo smart working è sempre più diffuso in Italia: scopri quante aziende lo hanno adottato scaricando gratuitamente la nostra infografica!

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