Collaborare: così si costruisce una cultura d’impresa responsabile

Quando si parla di “etica d’impresa” ci si riferisce spesso a comportamenti interni ad un sistema circoscritto.
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Quando si parla di “etica d’impresa” ci si riferisce spesso a comportamenti interni ad un sistema circoscritto. L’azienda però è un’organizzazione che vive un continuo interscambio con il contesto nel quale interagisce e quindi il livello di eticità che può raggiungere si sviluppa in parallelo al suo ecosistema; da questo scambio continuo si crea un “modello etico” efficace.

Le imprese acquisiscono la cultura, la moralità e i valori dei soggetti che le compongono e il loro modello etico non può che essere lo stesso del contesto sociale ed economico in cui vivono.

L’acceleratore di questo processo è l’evoluzione della tecnologia, che ha ridotti i tempi e gli spazi: le informazioni viaggiano in pochi secondi, gli spostamenti fisici richiedono poche ore. In un contesto così evoluto e competitivo, i mercati si sono ampliati fino a fondersi in un unico scenario e i confini delle nazioni e dei continenti sono diventati utili solo per disegnare cartine geografiche. Si sono rovesciati i rapporti tra produzione e consumo, e si è passati dalla logica produttiva a quella di soddisfazione del cliente, migliorando i servizi offerti, correttezza, trasparenza e, soprattutto, il ruolo dell’immagine.

Nessuna azienda può permettersi ormai di ignorare gli effetti del proprio comportamento.

L’immagine è diventata un fattore di successo o di sconfitta e i consumatori –  sempre più informati – leggono con interesse tutti gli sforzi di chiarezza delle imprese e ne misurano la veridicità per garantirsi la sicurezza di aver di fronte un soggetto del quale fidarsi, riducendo al minimo le asimmetrie informative.

Il bisogno di trasparenza non è solo esterno all’impresa ma anche interno, tanto da obbligare a dei consistenti cambiamenti degli schemi di governance per rendere più semplici e chiari i rapporti tra i vari soggetti che operano all’interno dell’organizzazione e con tutti gli stakeholders.

Questo cambiamento culturale implica anche la reinterpretazione del concetto di qualità, il cui significato per anni ha coinciso con la perfezione di funzionamento dell’oggetto prodotto. Oggi la qualità si impone nell’impresa a tutti i livelli con lo scopo di individuare errori e malfunzionamenti in ogni ambito, costringendo ad un deciso cambio di mentalità.

La cooperazione diventa quindi l’aspetto più importante per definire e aggiornare i contenuti etici dell’impresa.

La collaborazione tra soggetti all’interno ed all’esterno dell’azienda allarga il campo di azione e consente a tutti gli stakeholders di abbandonare il modello contrattualistico costruito sulla singolarità e stabilire un nuovo rapporto basato sullo scambio complessivo di responsabilità. In questo modo, si costituisce un nuovo modello di cultura di impresa basato sul concetto di responsabilità sociale, fondato su uno stakeholder framework e su nuove alleanze tra imprese, soggetti pubblici e società civile.

Attraverso questa nuova logica relazionale e collaborativa sarà possibile assicurare la sostenibilità complessiva, ma solo se la responsabilità sociale sarà intesa come fattore di cambiamento che coinvolge tutti i soggetti, per rispondere alle oggettive necessità di partecipazione, coinvolgimento, trasparenza e accountability in tutti i processi decisionali e attuativi.

Business developer

Sono autore e creatore di piani di business development ma anche promotore di progetti aziendali realizzati secondo regole di project management e valori condivisi.

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